Cultura

La diplomazia musicale: When music speaks, everybody understands
7 ottobre ore 14-15.30
La diplomazia musicale come parte della public diplomacy: l’incontro è anche l’occasione per presentare l’iniziativa di EMMA for Peace, Euro-Mediterranean Music Academy, organizzazione internazionale non profit per la promozione dell'educazione musicale e la diplomazia culturale nelle regioni del Mediterraneo e del Medio Oriente. Grazie alla collaborazione di istituzioni nazionali ed organizzazioni internazionali, l’organizzazione promuove iniziative a favore della pace e del dialogo: concerti, masterclass, workshop ed altre attività formative per i giovani, realizzate con la partecipazione di artisti di fama internazionale.

greenApes: uno strumento per coinvolgere dipendenti e cittadini in iniziative di CSR
7 ottobre ore 14 - 14.30
Come coinvolgere attivamente i dipendenti nel raggiungimento di obiettivi ambientali? Come farli diventar parte delle attività di CSR? Sempre più studi evidenziano che il lavoro nel campo della sostenibilità di un’azienda può contribuire sostanzialmente alla motivazione dei dipendenti, con effetti benefici su la produttività, innovazione e ritenzione del personale. Mentre un mancato coinvolgimento può pregiudicare un’implementazione di successo delle policy adottate.
greenApes Corporate è un servizio software nato per dar risposta a queste domande. La piattaforma mette al centro dell’esperienza i dipendenti, in qualità di cittadini, incoraggiandoli a costruire un proprio "profilo eco-sostenibile” attraverso step semplici e divertenti. greenApes permette alle aziende partner di organizzare e personalizzare competizioni (e.g. gara tra uffici sul risparmio energetico), ma anche di premiare i dipendenti per la condivisione di idee per l’eco innovazione. La piattaforma nasce come un servizio con alta integrazione social, ed è in grado di generare automaticamente statistiche e infografiche da utilizzare per la comunicazione interna/esterna (e.g. numero di azioni green, le più votate, etc.). La suite può infine essere utilizzata anche per certificare la delivery di contenuti di formazione ai dipendenti.
greenApes srl ha inoltre lanciato un social network gratuito, popolato da cittadini eco-sostenibili, che quotidianamente condividono azioni, comportamenti e idee. Questa parte della piattaforma offre ottime opportunità per le aziende B2C che vogliano attrarre nuovi clienti ma anche rafforzare il legame con la base clienti esistente. Nel 2015 partiranno due progetti pilota in due importanti città europee, con cofinanziamento UE, in cui i cittadini riceveranno sconti, presso esercenti convenzionati, al raggiungimento di obiettivi ambientali pre—stabiliti.

7 ottobre ore 14.30 - 15
Tutto scorre veloce al tempo del web. La tecnologia ci ha abituati all'illusione di poter fare tutto, simultaneamente e in poco tempo. Eppure, in controtendenza rispetto al trend del fast life contemporaneo, una nicchia socio-culturale sempre più crescente avanza richieste "slow". Osservando il mondo del branding - da sempre caratterizzato da dinamismo, velocità e iperconnessione - non possono passare inosservati alcuni segnali insoliti: complice la crisi economica, alcuni brand stanno rallentando e allungando i tempi di contatto con i propri stakeholder, creando nuovi spazi fra on e off line, in un'ottica più a misura d'uomo.

Come si diventa slow brand? Il testo vuole indagare questo tema, che sembra capace di rispondere in modo responsabile ed efficace alle esigenze socio-economiche del momento.
Gli strumenti di comunicazione sono riletti in chiave slow e raccolti in quattro grandi aree tematiche: le slow advertising (da Carosello Reloaded agli spot del Super Bowl); gli slow places (dai nuovi punti vendita ai musei aziendali); le slow factory (che coniugano Internal Branding, Welfare aziendale e CSR); e il paradossale slow web (dai cortometraggi digitali brandizzati ai loop comunicativi con il mondo off line).
Un inedito serbatoio di casi nazionali e internazionali di settori merceologici molto diversi arricchisce e completa il volume, che si propone come utile strumento di studio e di lavoro per quanti si occupano di comunicazione, pubblicità e marketing.

Il ruolo sociale dell'università
7 ottobre ore 15 - 16
Molte università stanno ripensando il proprio ruolo integrando la didattica con iniziative di valore sociale e ambientale che vedono coinvolti in particolare docenti e studenti. L’incontro sarà l’occasione per riflettere sulle attività promosse da alcuni atenei finalizzate a favorire l’avvicinamento dei giovani al mondo del volontariato, il coinvolgendo della comunità locale in attività diverse, la promozione della sostenibilità ambientale. Sarà anche l’occasione per illustrare lo sviluppo del progetto Community and Social Engagement realizzato dall’università Bocconi.

L’housing sociale come non l’avete mai visto
7 ottobre ore 15 - 17
A cura di Fondazione Cariplo
Fondazione Cariplo presenta il più grande progetto di monitoraggio di housing sociale in Italia raffigurato attraverso mappe georeferenziate in un portale. La mappatura comprende oggi circa 200 luoghi per oltre 700 alloggi sul territorio lombardo, che fanno riferimento ai progetti sostenuti in quattordici anni dalla Fondazione attraverso il bando “Housing Sociale”: completati e tuttora attivi, i progetti ospitano attualmente quasi 3.000 persone in difficoltà abitativa.
Il portale, che costituisce un primo importante passo per rendere visibile il settore del social housing, consentirà di cercare, localizzare, rappresentare gli interventi, sia in forma singola che aggregata, fornendo informazioni riguardanti i progetti beneficiari di contributo, le caratteristiche delle abitazioni e dei servizi di ospitalità attivati, gli enti proprietari e gli enti gestori.
Fondazione Cariplo è stata pioniere in Italia sul fronte dell’housing sociale, deliberando complessivamente circa 71 milioni di euro a partire dal 1999. Dalla sua azione in quest’ambito è nato l’attuale Sistema integrato dei Fondi.

Retorica e Business - Autori: Flavia Trupia, Andrea Granelli
7 ottobre ore 15 - 15.30
La retorica – arte del dire o, meglio, del ben ragionare – è viva e sta benone. È anzi uno strumento ancor oggi efficacissimo, persino nell’agguerrito mondo del business. Enrico Mattei, Adriano Olivetti, Steve Jobs, Oscar Farinetti, ma anche papa Francesco, Angela Ahrendts e il consulente-tipo «alla McKinsey» sono gli esempi che ce lo dimostrano, eredi di Cicerone e autentici campioni della retorica contemporanea. Per essere ascoltati, per essere influenti e dunque convincenti, per sopravvivere e risolvere problemi: la retorica serve. I casi aziendali diventano una forma di storytelling, la convention uno strumento per emozionare e spingere all’azione, il punto vendita un espediente per parlare tramite i luoghi, mentre la manutenzione delle parole torna a vivificare i termini ormai logori dell’«aziendalese». Di fronte all’esplosione della multimedialità e della comunicazione digitale, tuttavia, competenza nella materia, pulizia nel ragionamento, chiarezza negli enunciati e dominio della lingua rischiano di apparire insufficienti.

Strategia - autore: Umberto Bertelè 
7 ottobre ore 15.30 - 16
Perché presentare un libro che si intitola “Strategia” in un convegno dedicato alla CSR e all’innovazione sociale? Perché non esiste strategia di impresa che in maniera esplicita o implicita non guardi alle relazioni dell’impresa stessa con la società (o con le società quando i contesti geo-politici in cui l’impresa opera sono diversi); perché può risultare pagante, nel breve ma soprattutto nel medio-lungo termine, un atteggiamento socialmente attento e responsabile da parte dell’impresa: rafforzandone l’immagine presso i clienti e interlocutori in genere, creando un forte di senso di appartenenza in chi opere in essa o per essa, facilitando i processi autorizzativi; perché possono risultare però paganti e generare differenziali competitivi di tutto rilievo anche comportamenti dell’impresa che solo formalmente rispettano le regole della società (quando non le violano): quali l’elusione fiscale, lo sfruttamento ai limiti del lecito di chi lavora direttamente o indirettamente per essa, l’uso ai limiti del lecito dell’ambiente, il massiccio ricorso al lobbying per volgere a proprio vantaggio le regole del gioco (in termini di standard, di normative antitrust, ecc.);
perché la scelta esplicita o implicita del reale ruolo sociale che l’impresa vuole giocare, al di là delle operazioni di mero marketing o di maquillage, e dei rischi che essa è disposta eventualmente ad assumersi violando le regole per creare valore, è una scelta che solo il top management può fare e che non può essere delegata a una unità organizzativa “specializzata in CSR”. Il libro, molto ricco di esemplificazioni con casi recenti, attribuisce a queste tematiche un ruolo centrale.

La conoscenza partecipata - autrici: Federica Garbolino, Dunia Astrologo
7 ottobre ore 16 – 16.30
Un’impresa che decide di entrare in un rapporto di osmosi e scambio con il mondo esterno, di utilizzare dinamiche di crowdsourcing per generare idee, di incentivare il co-working e la collaborazione, deve in prima battuta far crescere al suo interno una cultura organizzativa nuova, basata sulla condivisione, lo scambio, la costruzione di un nuovo patto di cooperazione con le persone: modalità tutte che caratterizzano la fase più recente del knowledge management. Con queste premesse un’impresa può non solo aspirare a collocarsi tra quelle in grado di affrontare meglio di altre i mutamenti e le evoluzioni degli scenari socio-economici più sfidanti, ma risultare, in più, realmente credibile e coerente con una strategia di apertura al mondo esterno. La stessa apertura, la stessa disponibilità al cambiamento, alla collaborazione, all’ascolto, alla cattura dei cambiamenti in atto, infatti, deve essere rivolta al proprio interno, ma su questo fronte le nostre ricerche e osservazioni ci dicono che molte aziende, particolarmente nel nostro Paese, non sono preparate. Perché? Perché le strategie di marketing non sono allineate con la cultura organizzativa perché le persone non sono preparate a lavorare in modo collaborativo, perché il knowledge management è stato abbandonato per parecchi anni e vissuto in maniera statica, senza rispecchiare l’evoluzione della società della conoscenza, perché il sapere è ancora molto spesso associato al potere più che all’innovazione e alla competitività dell’azienda.
Quali sono dunque i limiti da superare per abilitare le imprese alla capacità di fare innovazione, non solo nei propri processi produttivi e organizzativi, ma anche nella disponibilità a sfruttare per il meglio le competenze e le conoscenze dei collaboratori? La tesi che sosteniamo è che un buon modello organizzativo basato sui principi del KM è la pre-condizione indispensabile per fare open innovation e che persone, cultura organizzativa e conoscenza sono i tre asset su cui un’impresa deve far leva. Solo in questo modo la CSR e la CSI non saranno solo una moda, delle etichette per compiacere il mercato e avere per un po’ un buon ritorno di immagine, ma un nuovo modo di disegnare e costruire le relazioni organizzative, dentro e fuori l’azienda.

CSR E comunicazione: bastano i numeri?
7 ottobre ore 16.30 -18
Come comunicare in modo efficace il proprio impegno sociale e ambientale? Per molte imprese che investono seriamente in programmi di CSR la comunicazione efficace è ancora un obiettivo difficile da raggiungere. Non bastano infatti bilanci sociali impostati correttamente, codici etici articolati, messaggi argomentati: per coinvolgere stakeholder e influenti la comunicazione deve anche essere empatica, trasmette positività, creare emozioni. Oggi è necessario affiancare alla rendicontazione puntuale di quanto realizzato la testimonianza del valore positivo generato, della consapevolezza di aver contributo alla soluzione di un problema, della soddisfazione per aver coinvolto tanti soggetti nella propria attività.
Più in generale è necessario mettere al centro l'uomo e non l’astratto consumatore. Un approfondimento che partirà da una riflessione di Bill Bernbach, grande pubblicitario umanista scomparso nel 1982, la cui visione della pubblicità - civile, mai banale, basata sulla verità - appare sempre più attuale in un'epoca che mette in discussione modelli di sviluppo e ricette economiche.

L’intelligenza collaborativa. Verso la social organization - autore: Marco Minghetti
7 ottobre ore 16.30 – 17
Il libro (disponibile da maggio 2014 anche nella versione aggiornata in inglese) si articola in tre parti, anticipate da una introduzione ai concetti chiave del management 2.0. Nella prima vengono descritte le cinque fasi necessarie per realizzare la trasformazione organizzativa a livello strategico. Nella seconda viene indicato come deve cambiare la funzione Risorse Umane per adeguare politiche e processi di gestione e sviluppo alle logiche del lavoro collaborativo. Nella terza sono presentati i principi e valori chiave attorno ai quali edificare i nuovi comportamenti diffusi, le nuove competenze, i nuovi stili di leadership 2.0. Ogni capitolo è accompagnato dalla testimonianza di un manager per certificare che il processo di cui si parla non solo è realizzabile anche in Italia, ma è già una realtà in aziende lungimiranti che hanno saputo anticipare il cambiamento.

Sharexpo: Milano città condivisa per Expo 2015
7 ottobre ore 17 - 18
Fondazione Eni Enrico Mattei, in collaborazione con Collaboriamo, Modacult-Università Cattolica di Milano e Secolo Urbano, presenta “Sharexpo”, un percorso volto alla sperimentazione della sharing economy durante Expo 2015. A sei mesi dall’avvio del progetto, saranno presentati i primi risultati delle iniziative e attività intraprese per ottenere una maggiore diffusione dei servizi collaborativi nella città di Milano in vista di Expo 2015. All’incontro saranno presenti rappresentanti della PA, di piccole e grandi imprese e organizzazioni non profit, chiamati a portare diretta testimonianza del proprio contributo per la realizzazione di una Milano condivisa durante e dopo Expo.

We Live
7 ottobre ore 17 – 18
A cura di Avanzi
Le pratiche collaborative stanno cambiando il modo in cui viviamo gli spazi, sia quelli privati sia quelli pubblici. Vengono condivisi case, stanze, strumenti, arredi, eccetera. Possiamo usare cose di cui non dobbiamo necessariamente essere proprietari. Questo cambiamento profondo dei nostri stili di vita avrà un peso nei modelli delle imprese che operano nel settore? Se sì, di che dimensioni? E in quali tempi si realizzerà? Riusciranno le imprese a riconvertire la propria offerta per rispondere ai nuovi bisogni?

Pubblico-privato: nuovi modelli di collaborazione
7 ottobre ore 17 – 18
La partnership pubblico-privato, soprattutto a livello locale, è diventata sempre più frequente. Il rapporto tra i diversi attori si sta trasformando: da una dimensione verticale, dove il pubblico definiva le politiche e il privato le attuava, a una orizzontale, caratterizzata dalla co-progettazione per trovare insieme soluzioni ai problemi della comunità. La collaborazione tra realtà diverse è in grado di stimolare l’innovazione anche grazie al ruolo che cittadini e imprese hanno assunto nel generare valore sul territorio. Nell’incontro verranno presentati alcuni casi di processi di sussidiarietà, in cui la partnership tra pubblico e privato si è sviluppata non in una logica negoziale ma attraverso un approccio collaborativo.

Italian factor. Moltiplicare il valore di un paese - autori: Francesco Morace, Barbara Santoro
7 ottobre ore 17 – 17.30
Se l’X factor degli show televisivi rappresenta il talento, ovvero quel quid che sostiene il vincitore, per il destino dell’Italia la X non è un’incognita ma il condensato stesso delle sue potenzialità: un mix di intelligenza, creatività, gusto, capacità tecniche e artigiane che possiamo chiamare Italian factor. Oggi, a dispetto di quanto si dice e si legge sul sistema Paese, esiste la possibilità concreta che l’Italia e gli italiani giochino un ruolo rilevante in uno scenario globale di cambiamento. Il percorso del libro rende chiari ed espliciti gli elementi che da secoli limitano e plasmano il nostro carattere, per rileggerli come leve attraverso cui trasformare l’italianità e l’«Italian way» (il modo tutto italiano di fare le cose e quindi anche di produrre) in quell’«Italian factor» capace di trasformare una vocazione psicologica e un’attitudine culturale in fattore di moltiplicazione per il valore delle nostre attività e delle nostre imprese. L’ottimismo che l’individuazione dell’Italian factor ispira ha solide radici storiche che affondano nel Rinascimento; una dimensione psicologica che si gioca intorno alla peculiarità delle italiche virtù; una dimensione socio-culturale ricca di elementi di cambiamento ad alta potenzialità. Ma soprattutto l’Italian factor dimostra la propria forza dispiegandosi nella concretezza di una dimensione aziendale fatta di successi, come attestano – tra tanti – i casi di eccellenza di Brunello Cucinelli, Eataly, Ferragamo, Moleskine e YOOX.

Cooperazione e cultura: un modello di sviluppo sostenibile
8 ottobre ore 9 - 11
E' evidente che esiste oggi in Italia un problema serio ed attuale di sostenibilità gestionale dei beni culturali, tale da non consentire la cura ordinaria o la garanzia di una qualità minima per la fruizione. A ciò si aggiunga che le risorse sin qui investite, sono state poche e spese in modo frammentario e poco lungimirante per assenza di programmazione strategica del settore e di concertazione tra i soggetti diversamente competenti e si aggiunga pure che i Fondi Europei, specie nel Sud, non hanno migliorato il sistema di accessibilità e accoglienza conducendo a situazioni di degrado e perdita ingente di visitatori.
Da dove ripartire? Come rilanciare l'economia? Come valorizzare i territori e fare innovazione?
La linea strategica non può che fondarsi sulla sostenibilità, intesa come modello diffuso di sviluppo della cultura, E in questa visione, la cooperazione può davvero rappresentare un asset decisivo, quanto ad ampiezza delle funzioni e dell’esperienza, diffusione, capillarità, complementarietà nelle dimensioni dei soggetti, etica e sostenibilità, democraticità e collegialità.

L’Europa per lo sviluppo di iniziative sociali nelle stazioni: la Carta Europea di Solidarietà
8 ottobre ore 10 - 11
La Carta Europea per lo Sviluppo di iniziative sociali nelle stazioni è una mappa di interventi per il recupero dell’emarginazione sociale che impegna le ferrovie europee, i comuni e le associazioni per una maggiore sicurezza nelle nostre città. Tra i punti programmatici della Carta Europea: una programmazione degli interventi sociali in stazione con le istituzioni locali, le forze di pubblica sicurezza e le associazioni di volontariato interessate; un costante monitoraggio del fenomeno e la condivisione dei risultati; lo sviluppo di strumenti di indirizzo e gestione del disagio sociale nelle stazioni; una adeguata formazione del personale di stazione; la creazione di un sito web dedicato. Alla base del progetto, l’esigenza di coniugare le politiche di security con quelle di solidarietà sociale: una politica sociale integrata, in grado di fornire risposte concrete, individuare strutture di accoglienza idonee per un reale processo di recupero, con l’obiettivo di rendere le stazioni luoghi sempre più sicuri e accoglienti, contribuendo alla sicurezza delle città. Il Gruppo Ferrovie dello Stato è impegnato in tal senso già dal 2002, quando, in collaborazione con enti locali e associazioni del Terzo Settore, ha istituito nelle principali stazioni d’Italia gli Help Center, centri di prima accoglienza e orientamento, le cui attività sono coordinate dall’Osservatorio nazionale sul disagio e la solidarietà (www.onds.it).

Storytelling Collaborativo. Diffondere consapevolezza e conoscenza attraverso un racconto condiviso
8 ottobre ore 10 – 11
Lo storytelling viene applicato da tempo in azienda per raccontare il brand e per attivare la partecipazioni dei clienti sui processi di acquisto. Raccontare una storia è il miglior modo per mettere in ordine le esperienze personali e del proprio gruppo di riferimento.
Attivare una scrittura collettiva per raccontare la responsabilità sociale d’impresa e l’innovazione sociale è un modo per raccogliere i contributi di tutti gli stakeholders.
Raccontiamo il caso CSR DROPS di Intesa Sanpaolo, il progetto formativo che ha usato lo storytelling per parlare alle persone del Gruppo di dialogo, valori, cultura d’impresa e responsabilità condivisa. Perché tante gocce insieme possono fare un grande mare…
Partecipa il gruppo di progetto interfunzionale di Intesa Sanpaolo che ha progettato CSR DROPS

Il testo descrive quali azioni occorrono per seguire correttamente il mercato e trarre il massimo beneficio dalle opportunità che il proprio territorio è in grado di accordare, riducendo al minimo la perdita di tempo, le incertezze, gli investimenti inopportuni e i rischi imprenditoriali. Scritto da chi ha concretamente gestito imprese ed è impegnato da sempre nella comprensione dei grandi mutamenti epocali del Global Shift, il libro aiuta le imprese ad avvalersi di originali metodologie, strumenti e principi, che vengono dettagliati, utili sia per la creazione di un consistente valore aggiunto per l'impresa, sia per la creazione del benessere e qualità di vita per la propria comunità. Questo volume dimostra, con l'evidenza di casi concreti, come questo Rinascimento dell'economia italiana sia praticabile per le PMI di territorio.
 
8 ottobre ore 11 - 12
Il tema della Responsabilità Sociale sta assumendo sempre maggiore rilevanza in ambito economico, sociale e istituzionale e nello sport rappresenta un autentico fenomeno di sviluppo sociale e di crescita civile. Lo sport, infatti, risulta essere il più straordinario veicolo di trasmissione di valori positivi: è aggregazione, sfida a raggiungere risultati concreti, condivisione, passione e, sempre più spesso, solidarietà. L’impegno nel sociale sta crescendo anche nel nostro Paese, con una forte attenzione ai temi della solidarietà, della salvaguardia dell’ambiente, dell’educazione civica. Anche in Italia, come in tante altre parti del mondo, si moltiplicano le iniziative di sostegno al sociale attraverso lo sport: campagne di informazione, manifestazioni di raccolta fondi, attività di crowdfunding, partecipazione di testimonial dello sport ad imprese solidali. Proprio per questo Studio Ghiretti & Associati, lo studio leader nel campo del marketing, della consulenza globale e della comunicazione applicati allo sport, analizzerà il ruolo dello sport come pratica e fattore di sviluppo sociale e civile, avviando una riflessione sul tema della Corporate Social Responsability applicata allo Sport insieme al Centro Sportivo Italiano, l’Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI, fondata sul volontariato, che promuove lo sport come momento di educazione, di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla visione cristiana dell’uomo e della storia nel servizio alle persone e al territorio e che meglio rappresenta e traduce con azioni nel territorio il ‘fenomeno’.
 
8 ottobre ore 11- 12
Cambiano i medici, a volte cambiano le malattie, ma soprattutto stanno cambiando le strutture sanitarie e i pazienti. E, con le nuove tecnologie e i nuovi media, si modifica anche la relazione tra i diversi soggetti, in particolare tra medico e paziente. Oggi le persone hanno a disposizione strumenti che li mettono in contatto diretto con i contenuti clinici e che consentono la ricerca di informazioni in modo autonomo. Cresce l’empowerment del paziente: si sceglie lo specialista attraverso il passa parola sul web, la struttura in base alle informazioni raccolte sulla rete, la cura attraverso associazioni di malati e community. Ma il cambiamento non è solo questo: in un momento in cui il SSN è in difficoltà si stanno scoprendo nuovi modelli organizzativi, nuove tipologie di farmaco, nuovi modi di collaborare.
 
8 ottobre ore 11-12
In occasione del Salone della Corporate Social Responsibility e dell'Innovazione Sociale, AIAF - Associazione Italiana degli Analisti e Consulenti Finanziari e PLEF - Planet Life Economy Foundation richiamano l'importanza di una riflessione sul valore delle risorse intangibili, pregiudiziali nello sviluppo di processi collaborativi, presentando i motivi e la metodologia con cui è stata condotta nell'anno 2014 una ricerca ad hoc alla quale hanno dato il loro contributo oltre cento aziende italiane di varie dimensioni ed appartenenti a diversi settori economici
 
8 ottobre ore 11 – 11.3
Negli ultimi anni, soprattutto a livello locale, è diventato sempre più frequente il ricorso alle partnership pubblico-privato. Queste realtà sono infatti in grado di stimolare l’innovazione grazie all’utilizzo delle reti e delle nuove tecnologie e al diverso ruolo che cittadini e imprese hanno assunto nel generare valore sul territorio.
Dopo un inquadramento giuridico complessivo e aggiornato, Obiettivo comune analizza i nuovi processi di sussidiarietà, in cui il rapporto pubblico-privato passa da una dimensione verticale, dove il pubblico definisce le politiche e il privato le attua, a una orizzontale, caratterizzata dal “fare insieme” e dall’individuazione di soluzioni a problematiche di natura pubblica.
Il volume è poi arricchito da una collezione di casi di partnership pubblico-privata, in cui gli autori hanno evidenziato le logiche, le attese e le valutazioni delle parti non in una logica negoziale ma collaborativa e condivisa.
 
8 ottobre ore 11.30-13.30
A cura della Società Reale Mutua di Assicurazioni, in collaborazione con la Facoltà di Filosofia dell’Università Pontificia Salesiana.
Diversi saranno gli interventi che si alterneranno: alcuni si focalizzeranno sui risultati del progetto di ricerca sulla mutualità, promosso da Reale Mutua con il supporto dell’Università Pontificia Salesiana, tema inteso come ”valore fondante” di una concorrenza “etica”, altri ne approfondiranno il significato, proponendo possibili dimensioni operative.
I relatori svilupperanno il tema proposto fornendo alcune riflessioni su come i principi “antichi” della mutualità possano ancora essere conciliati con la tendenza attuale del mercato, senza compromettere la solidità economico patrimoniale delle organizzazioni.
 
8 ottobre ore 11.30 – 12
Il volume approfondisce, sia da un punto di vista teorico sia in una prospettiva empirica, il tema della rendicontazione di sostenibilità in ambito aziendale. Il lavoro prende in esame le realtà profit, pubblica e non profit con diversi focus sui modelli di rendicontazione delle imprese e degli enti locali e delle organizzazioni del terzo settore, ma anche sulle esperienze di rendicontazione di sostenibilità negli uffici giudiziari e nelle università.
 
8 ottobre ore 12-13
Collaborazione, partecipazione, coinvolgimento dei diversi attori del territorio per far crescere la cultura della CSR e della sostenibilità: sempre più si parla di sharing economy facendo riferimento anche alla rete relazionale che nasce e cresce nelle diverse realtà. Durante l’incontro si discuterà in particolare del ruolo che le istituzioni e le organizzazioni (Regioni, Camere di Commercio, associazioni imprenditoriali e del Terzo Settore) possono giocare per realizzare progetti innovativi. Un’occasione anche per presentare alcune testimonianze raccolte durante gli eventi satellite del Salone a Torino, Roma e Rimini e per annunciare le tappe del 2015.
 
8 ottobre ore 12 – 12.30
A cura di CONAI
51 casi presentati da 30 aziende e 110 interventi di prevenzione messi in campo con una riduzione delle emissioni di CO₂ in atmosfera pari al 22%: questi sono alcuni dei numeri del Dossier Prevenzione che CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, presenterà durante il Salone della CSR e dell’Innovazione sociale 2014. Giunto alla sua quinta edizione, il volume, con cadenza triennale, dedica ampio spazio alle nuove soluzioni di packaging realizzate tra il 2011 e il 2013 e presenta una significativa casistica di imballaggi eco-sostenibili presenti sul mercato, facilmente identificabili tra i prodotti di uso comune. Nel Dossier sono presenti interventi promossi congiuntamente dall’azienda produttrice e dall’azienda utilizzatrice dell’imballaggio, a dimostrazione di come la prevenzione sia realizzabile tramite un approccio integrato e di filiera, che miri a promuovere l’innovazione per la sostenibilità.
Il Dossier Prevenzione è un’iniziativa che rientra nel progetto “Pensare Futuro” il progetto che raccoglie le iniziative che CONAI realizza sul tema della prevenzione dell’impatto ambientale degli imballaggi.
 
8 ottobre ore 14 – 14.30
Dal 1998 HUMANA People to People Italia sostiene progetti di sviluppo nel Sud del mondo. L’organizzazione finanzia le proprie attività grazie a partner pubblici/privati e alla raccolta di abiti usati che realizza in collaborazione con oltre 900 Comuni d’Italia e in partnership con aziende della moda. In collaborazione con Bocconi e, in particolare, con il Prof. Salvo Testa e la Prof.ssa Francesca Romana Rinaldi abbiamo coinvolto gli studenti del corso “Le imprese della moda: modelli di business e strategie di sviluppo emergenti” per affrontare in maniera innovativa un tema sempre più caro alle aziende di moda: il riutilizzo, anche creativo, di capi di moda usati.
Obiettivi dell’iniziativa: ridurre l’impronta ecologica della moda; creare dei circuiti virtuosi di up-cycling che uniscano creatività e sostenibilità ambientale; generare risorse economiche per sostenere i progetti di HUMANA nel Sud del mondo. La collaborazione tra HUMANA e Bocconi, grazie alla creatività degli studenti, ha generato progetti innovativi che hanno avuto come target privilegiati le aziende del lusso. I progetti hanno valutato il posizionamento delle aziende, la meccanica della donazione degli abiti usati, la ri-creazione dei capi a partire dagli capi usati e l’inserimento sul mercato dei nuovi prodotti. Nuovi. Perché la fine di un abito può essere un nuovo inizio.
 
8 ottobre ore 14 – 14.30
A cura di Essedi
La videoconferenza aiuta a soddisfare bisogni sociali e culturali creando nuove relazioni e nuove collaborazioni. Essedi presenta due esperienze nei settori Education e Healthcare. Il primo, un progetto in cui la videoconferenza è a supporto del rapporto tra medici e malati. Il secondo, un esempio di come la videoconferenza è a sostegno della formazione a distanza per condividere la conoscenza con le zone più estreme del mondo.
 
8 ottobre ore 14.30 - 15
Questo libro è diviso in due parti principali, di cui la prima riguarda la riflessione che si basa su casi di ricerca e sulle diverse modalità che le aziende stanno sviluppando nelle “pieghe” delle reti sia virtuali, sia operative. La seconda parte presenta casi empirici che suscitano ulteriori riflessioni nel carattere fluido che il concetto di “rete” assume in questo periodo contingente. Siamo infatti in una fase, che possiamo definire “transitoria”, dove la rete virtuale sta entrando nell’amministrazione aziendale ma trova a volte ostacoli nella cultura delle aziende, che perciò si sentono a volte disorientate nell’apparente e, forse, fondato paradosso del rapporto tra la carenza di beni relazionali, che viene sottolineata da insigni studiosi e la rete virtuale, che tende sempre di più da un lato ad essere indispensabile per la sopravvivenza dell’azienda, come abbiamo evidenziato di seguito ma dall’altro riduce (o almeno sembra) la relazione facendola più superficiale e meno autentica. Su questo fronte si affacciano altre variabili nell’amministrazione delle aziende turistiche, in particolare quelle legate alla responsabilità sociale, alla sostenibilità e all’accessibilità, che sembrano trovano difficoltà a “connettersi” con altre dimensioni, quelle economiche e finanziarie, che, sino all’attuale stato dell’arte, sono state le uniche ad essere considerate importanti.
 
8 ottobre ore 15 - 15.30
La teoria manageriale dell’impresa dalla prospettiva della persona uno degli aspetti fondamentali per una “crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva”.
La crisi in cui versa la società occidentale è, prima ancora di essere economica, una crisi culturale, sociale e relazionale. Tale situazione spinge anche il mondo delle imprese ad un radicale ripensamento di sé come soggetto sociale. Si tratta di un ripensamento profondo che andando alle radici della propria cultura spinga l’impresa a riflettere su se stessa non come oggetto astratto, bensì come soggetto plurale concretamente «inserito in», ed al tempo stesso, «espressione di» uno o più contesti sociali. Alla base di questa nuova prospettiva: le persone, con la loro capacità e intelligenza per una impresa che vuole investire sul capitale umano, rispettare l’ambiente sviluppando processi produttivi ecocompatibili, curando qualità, sicurezza e affidabilità dei prodotti, sicurezza e stabilità dell’ambiente di lavoro, investendo nella comunità e nei rapporti con il territorio.

Presentazione dei volumi della collana "CSR, Sustainability, Ethics & Governance"
8 ottobre ore 15.30 - 16
Negli ultimi anni il dibattito sul rapporto tra business e società ha fatto molti progressi, sfociando in nuovi concetti innovativi come la CSR, la Corporate Governance e il Sustainability Management. Questa serie fornisce una panoramica sulle più recenti ricerche teoriche ed empiriche, fornendo delle solide basi per strategie di business sostenibili e raccogliendo diverse prospettive dal mondo del management e delle scienze sociali. L’obiettivo di questa collana è di sviluppare nuovi concetti di management che creano valore sia per il business che per la società.